[in bloom]

12/05/2008
Fazio schifo
Ci sono tre cose intollerabili in una democrazia degna di tale nome:
1) che i dirigenti della TV pubblica, pagata con i soldi dei contribuenti, alzino la voce solo per difendere politici ed esponenti di partito quando questi vengono criticati dai giornalisti.
2) che uno show-man come Fabio Fazio si cali le braghe così facilmente chiedendo scusa per aver invitato Travaglio nella sua trasmissione. (può darsi che abbia paura di perdere il posto, ma uno come lui un posto a Sky o La7 lo rimedia sempre)
3) che la supposta opposizione del paese, invece di cogliere l'occaisione per attaccare il governo, solidarizzi con l'avversario
Comunque, per la cronaca, sul sito di Marco Travaglio è possibile recuperare il suo dossier su schifani e il video del suo intervento da Fazio.

PS. Ho rivisto l'intero intervento di Travaglio e devo dire che, per quanto Fazio si sia comportato da zerbino, gli va dato atto di aver portato in tv in prima serata una discussione tutt'altro che banale. Anzi, per dirla tutta, porre l'accento sulla sua figura da zerbino o sulle battute di Travaglio o sulla persona di Schifani, è un modo per distogliere l'attenzione da alcuni concetti fondamentali emersi, ad esempio questo, tratto dalla prima parte:

"Fazio: Nel momento in cui i partiti possono scegliere, indicare loro stessi le liste elettorali, qual è la ragione intrinseca per la quale, anzichè scegliere i migliori, ci si va a impelagare in situazioni di questo tipo...?
Travaglio: Io credo che in una politica dominata dai ricatti... chi ha delle condanne e dei processi in corso non è il meno candidabile, diventa il più candidabile: è quello che ha le ragioni più robuste per riuscire ad imporre la sua candidatura. Perchè se tu hai una condanna per una faccenda, di solito ne hai combinate altre dieci per cui non ti hanno preso. E' difficile che uno prenda una tangente e basta nella sua vita...  Lo prendono per una, ne rimangono sconosciute altre nove, quelle altre nove sono la sua assicurazione sulla vita, perchè lui su quelle nove tace e su quel silenzio costruisce i suoi ricatti per la carriera futura. Quindi, come disse Giuliano Ferrara con la consueta brutalità in un forum di Micromedia: <<Se vuoi fare politica devi essere ricattabile.>> Flores D'Arcais gli disse <<No, hai sbagliato, forse volevi dire 'NON devi essere ricattabile'.>> E lui disse <<No, devi essere ricattabile perchè nell'ambiente devono sapere qual è il tuo prezzo e quanto è lungo il tuo guinzaglio. Se sei non ricattabile non sei controllabile e quindi non ti ci vogliono.>>"
postato da maxosini | 09:27 | commenti (1)



18/04/2008
Some Days After
Percependo i margini della vittoria del centro-destra, d'acchito mi sono un po' demoralizzato. Poi ho cominciato a vedere i lati positivi e mi sono accorto che il vero vincitore era in realtà Veltroni. Certo, le elezioni le ha perse malamente, ma è merito suo e della sua decisione di correre da solo se finalmente la politica italiana ha iniziato un processo di modernizzazione. Nell'ordine:
Finalmente c'è un parlamento in grado di esprimere una solida e chiara maggioranza.
Finalmente abbiamo un parlamento con solo 6 partiti.
Finalmente non c'è più un partito fascista.
Finalmente non c'è più un partito comunista.
Finalmente non ci sono più "quei" socialisti.
Finalmente non c'è più Mastella.
Certo a governare per i prossimi cinque anni sarà Berlusconi ma l'ampiezza della sua maggioranza fa sperare che almeno una qualche riforma liberista o istituzionale ci salti fuori. Così come la presenza della Lega Nord nel governo fa sperare che si affronti finalmente la cosiddetta questione settentrionale.
Pochi si aspettavano il successo elettorale della lega, ma chi vive da queste parti lo sa benissimo che qui gli operai votano la lega e non i comunisti. Gli elettori della lega sono ignoranti come le ciabatte, ma non sono stupidi e capiscono meglio di qualsiasi altro sociologo la natura dei loro problemi: la delinquenza diffusa, la mancanza di infrastrutture, la corruzione, la meridionalizzazione dello stato, ecc. Perchè la sinistra si rifiuti di prendere in considerazione questi problemi è un mistero, ma i risultati elettorali sono lì sotto gli occhi di tutti. L'unico ad aver aumentato i propri voti a sinistra è stata l'Italia dei Valori di Antonio di Pietro, che con la Lega condivide il fatto di parlare chiaro e affrontare a viso aperto i problemi reali del paese.
La sinistra massimalista italiana ha una idiozia che rasenta la demenzialità. Dopo la fondazione della Sinistra Arcobaleno si sono formati altri tre partiti comunisti che dicevano esattamente le stesse cose. E Stefano Montanari non è forse un "verde" per antonomasia? Che cosa gli ha impedito di far parte degli altri verdi e apportare il suo 0,3%? Sommando i voti di tutte queste liste, così come i voti degli astenuti su indicazione di Beppe Grillo (un'altro partito a sé stante) la sinistra sarebbe sicuramente entrata in parlamento. Ma siccome non c'è limite alla stupidità umana, alcuni di costoro non hanno saputo reagire meglio alla sconfitta che ripescando la falce e martello.
postato da maxosini | 16:32 | commenti (2)



24/09/2007
Quote of the Day

"Es ist nicht notwendig, daß Du aus dem Haus gehst. Bleib bei Deinem Tisch und horche. Horche nicht einmal, warte nur. Warte nicht einmal, sei völlig still und allein. Anbieten wird sich Dir die Welt zur Entlarvung, sie kann nicht anders, verzückt wird sie sich vor Dir winden."

"There is no need for you to leave the house. Stay at your table and listen. Don’t even listen, just wait. Don’t even wait, be completely quiet and alone. The world will offer itself to you to be unmasked; it can’t do otherwise; in raptures it will writhe before you."

"Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te."

Franz Kafka

postato da maxosini | 16:47 | commenti



04/07/2007
Global warming
Quando a scuola ci hanno insegnato che il termine Groenlandia significa "terra verde", siamo rimasti tutti un po' perplessi perchè per noi si è sempre trattato di una distesa di ghiaccio. Evidentemente quando i Vichinghi la scoprirono i ghiacci non c'erano ed è intuibile che le scoperte di quel popolo furono favorite proprio dal clima più caldo che permise loro di navigare fino in America e fino al Mediterraneo.
Il famoso riscaldamento globale in atto sta producendo i suoi effetti anche sulla Groenlandia i cui ghiacci si stanno sciogliendo rapidamente. Se la tendenza prosegue di questo passo nel giro di pochi anni la Groenlandia tornerà ad essere una terra verde. Al proposito il presidente dell'Unione Europea Barroso, ha dichiarato che occorre in breve tempo trovare una soluzione a questo problema, intendendo con "problema" il fatto che un'enorme isola attualmente inospitale a causa del ghiaccio che la ricopre, possa diventare una landa fertile e abitabile più o meno come l'attuale Irlanda. Non c'è dubbio che la terra si stia riscaldando, ma il problema principale sembra essere un aumento esponenziale della stupidità umana.  
postato da maxosini | 15:06 | commenti



20/03/2007
Vent'anni passati invano
Un paio di settimane fa sono andato a casa dei miei a prendere il vecchio stereo di famiglia. Avrà circa vent'anni, ma appartiene ancora alla concezione di impianto stereo che si è affermato negli anni '70 con la diffusione dei long-playing e delle musicassette. Niente a che vedere con i moderni "compatti". Al tempo si usava avere un apparecchio per ogni funzione: il sintonizzatore radio, il lettore cd, il giradischi... ognuno con la sua spina e alimentazione indipendente. Poi li si impilava e li si collegava all'amplificatore e di qui alle casse. I più snob prendevano tutti i pezzi di marche diverse per far vedere che se ne intendevano e avevano scelto il migliore per ogni funzione.
Mio padre invece lo prese secondo due direttive: doveva essere nero (perchè in salotto stava bene di quel colore) e tutti i pezzi dovevano essere della stessa marca (perchè l'oggetto fosse assolutamente omogeneo e armonico, in conformità della sua indole). Che poi si sentisse bene era secondario. Per fortuna, gli stereo neri li faceva la Pioneer che incidentalmente era anche una marca di qualità accettabile.
Fu così che un giorno andammo a comprare quello che deve essere stato l'elettrodomestico che ho usato di più in vita mia. Su mio consiglio evitammo di comprare il piatto giradischi visto che non avevamo dischi in casa e che avevo sentito dire che in America il vinile stava andando in disuso. Ricordo ancora quando lo portammo a casa spacchettammo i vari pezzi e li montammo. Poi andai a comprare un paio di cd giusto per provare il lettore, i primi miei primi due cd: una raccolta di Alice Cooper e "Ride the Lightning" dei Metallica.
Col tempo lo stereo è andato in disuso, progressivamente all'avvento dei computer dotati di unità cd e dei lettori mp3. Adesso però sono venuto in possesso di un giradischi e di alcuni dischi in vinile e ho pensato che il vecchio stereo poteva tornare utile. Così ho proposto a mio padre uno scambio: io gli davo un Panasonic mini-ultra-compatto di circa 20x25x30 cm nuovo che non si sente neanche male e mi portavo via il vecchio Pioneer con tutti i suoi acciacchi dovuti all'età (il ronzio dell'amplificatore, il canale del cd che fa i capricci, i Fwd e Rew delle cassette ormai esausti...) ma con un paio di casse da 120w!!!
Tutto questo per dire che ieri sera sono tornato dall'ufficio verso le otto e la prima cosa che ho fatto è stato spararmi a ciocco "Metal Thrashing Mad" degli Anthrax, anno di grazia 1983 e un titolo che è un programma. Con buona pace di tutti gli i-pod e i post-rock di questo mondo.
postato da maxosini | 17:32 | commenti (4)



19/03/2007
Tradito dal mulo
In una fase nostalgica della mia vita, della serie "20 anni sono passati invano", mi sono scaricato con E-mule (ebbene sì) la discografia completa dei Megadeth. Ho impiegato circa tre settimane a scaricare il file, ma quando l'ho aperto mi sono accorto che il contenuto non era quello sperato, quanto una serie di spezzoni erotico-pornografici semi-amatoriali di scarsa qualità, assieme a un file di testo che mi faceva notare che ascoltare musica a scrocco non è un comportamento accettabile, né moralmente, né legalmente. Avrei dovuto accorgermi che qualcosa non andava dal nome del file che conteneva la parola "dicografia", ma ho preferito proseguire nell'errore. Ben mi sta: anche solo per aver voluto riascoltare i Megadeth, non mi merito di meno.
postato da maxosini | 18:04 | commenti



07/02/2007
Letture: Nick Hornby, High Fidelity / Alta Fedeltà. London, Gollancz, 1995. Tr. it. Parma, Guanda, 1996.
Romanzo accattivante principalmente perchè si riconoscono in esso le manie, i tic e i modi pensare dell'appassionato medio di musica rock/pop, ma anche molti paralleli con la nostra generazione. Il personaggio principale ricorda in qualche modo il loner classico del rock'n'roll e il bluesman triste per essere stato lasciato dalla sua donna. E' uno stratagemma narrativo che permette di inserire l'eroe in un confronto e suscitare l'empatia del lettore. Non sempre la realtà è così semplice, però.
E purtuttavia la forza del romanzo è quella di essere molto realistico, di esprimere al meglio le ambivalenze della psicologia umana di fronte a relazioni emotive e situazioni contingenti della vita. Quello di Hornby non è il flusso di coscienza di Joyce, ma uno più trendy, più ironico, più spiritoso, ma per certi versi più vero.

Il narratore è in prima persona e parla quasi sempre al presente sia che racconti i suoi pensieri i suoi ricordi o vicende che sta vivendo proprio in quel momento. Hornby alterna dialoghi e situazioni reali con i pensieri del protagonista riuscendo in questo modo a mostrare lo scarto tra la sua realtà interiore e quella esteriore.
postato da maxosini | 15:24 | commenti



17/01/2007
Letture: Valentina Pisanty, L'irritante questione delle camere a gas. Milano, Bompiani, 1998, pp. 286.
Valentina Pisanty parte dagli scritti di alcuni negazionisti dell'olocausto per esaminare le strutture comunicative su cui si fonda questo genere di propaganda. Il caso scelto è a suo modo esemplare in quanto l'olocausto sembra un fatto inconfutabile, ma c'è anche chi lo nega.
Il libro è strutturato in quattro parti generali. La prima si occupa di individuare i singoli negazionisti e le loro opere. La seconda analizza le loro strategie interpretative. La terza si concentra sull'esposizione, ovvero le strategie discorsive. La quarta cerca di trarre le dovute conclusioni.
Il negazionismo si differenzia dal revisionismo in quanto non si limita a rivedere la storia alla luce di nuovi documenti o di diverse prospettive (atteggiamento questo, in sé legittimo), ma nega tout court un fatto storico. Questo fenomeno, correlato alla Shoah, vede emergere i primi esponenti isolati fin dal primo dopoguerra. Ad esempio Maurice Bardèche, Paul Rassinier... fino ad arrivare a Robert Faurisson. Quest'ultimo collega i due filoni principali del negazionismo ovvero quello francese e quello americano (Butz, Barnes, Hoggan, App, Carto...) Curioso che il fenomeno sia quasi del tutto estraneo alla Germania... E se la Francia è comprensibile per il fatto di avere una florida tradizione antisemita alle spalle (dal caso Dreyfus alla redazione dei "Protocolli dei Savi di Sion"), nonchè ampi strati della popolazione con la coscienza ancora sporca di Vichy, più sorprendente è il negazionismo americano, per il fatto di includere i più svariati ambiti. Si va da gruppi neonazisti agli estremisti neri della "Nation of Islam" che a loro volta si trovano in linea con alcune frange del Ku Klux Klan (!), che a volte trovano spazio su alcune riviste di estrema sinistra, se non addirittura supporto nel guru di sinistra Noam Chomsky, se non addirittura in ebrei stessi che in nome della libertà di parola accettano di pubblicare scritti.  
La seconda parte si apre con una riflessione teorica sul metodo storico, che in qualsiasi sua forma si fonda sul dubbio. Tuttavia l'autrice si chiede: "...in quali casi il dubbio costituisce un atteggiamento produttivo e quando invece esso rappresenta un ostacolo al progresso della nostra conoscenza sul passato?" (p. 33) Il più importante esponente del negazionismo, Robert Faurisson, "...ogni volta che si accinge ad affrontare un nuovo testo... si pone come colui che infrange le idee ricevute, i pregiudizi supinamente accettati e il conformismo della comunità degli interpreti, ingannati dai mistificatori e dai falsari di vario genere." (p. 35) Faurisson tende a rivelare una e solo una chiave di lettura di un testo non lasciando spazio al lettore di formarsene altre. Al tempo stesso sostiene che occorra dubitare delle chiavi di lettura offerte incitando allo scetticismo. I due atteggiamenti sono diametralmente opposti, ma entrambi servono la causa dell'autore.
La terza parte si concentra sulle strategie retoriche utilizzate. Innanzi tutto c'è una negazione della validità delle testimonianze. Poi vi è un uso disinvolto degli stili. L'indagine storiografica si differenzia dal testo divulgativo in quanto quest'ultimo si presenta molto più discorsivo e privo di dubbi del primo. Inoltre abbiamo due tecniche opposte: (i) il mascheramento soggettivante, quando l'autorevolezza dell'autore conferisce validità alle sue tesi e (ii) il mascheramento oggettivante, quando la neutralità del discorso amplifica la forza probatoria dei fatti (o delle opinioni) espressi.
"Il problema insorge quando... un'indagine storica che mira a sovvertire le verità accettate dalla storiografia ufficiale assume un tono di ovvietà e di assoluta obiettività che non le è proprio..." (pp. 204-205)
Le conclusioni sono dedicate a interrogarsi sui motivi che hanno visto emergere con forza queste tesi negli ultimi 20-30 anni:
1) lontananza temporale dai fatti trattati, ovvero (i) meno senso di sgomento (ii) fatto storico più sbiadito.
2) amplificazione dei mass-media desiderosi di fare lo scoop.
3) relativismo imperante e "crisi della veridizione" (Greimas) per cui ogni tesi ha un suo valore.
4) diffusione dei valori democratici e/o americani da cui derivano: (i) tendenza psicologica a simpatizzare con i deboli, gli oppressi, gli sconfitti, gli incompresi... e (ii) sacralità della libertà di espressione da tutelare nonostante il suo effetto collaterale ovvero la libertà di menzogna.
5) teoria del complotto.
6) espressione moderna dell'antisemitismo storico: "Dunque, i negazionisti raccolgono il testimone dell'antisemitismo storico. Il compito che si auto-assegnano... è di anestetizzare il trauma della Shoah per mantenere viva la diffidenza nei confronti degli ebrei. Per fare ciò essi sono costretti a ripudiare il paradigma antisemita che li accoglie: in un'epoca di maggiore sensibilità verso i rischi del razzismo, non basta più asserire che gli ebrei si sono meritati la loro sorte... ma occorre dimostrare che i crimini di cui essi sostengono di essere stati vittime non sono mai esistiti. A questo punto non manca che di individuare l'artefice della menzogna, ed ecco che i negazionisti introducono un elemento di novità nella teoria della cospirazione giudaica: questa volta, i presunti colpevoli sono le vittime stesse." (p. 251)
postato da maxosini | 15:03 | commenti



09/01/2007
Istanbul
Per le vacanze di natale sono stato a Istanbul. Ecco un breve resoconto che possa servire a chi desidera andarci.
1 euro = 1,80/1,85 nuove lire turche (YTL) Per chi viene dall'Italia e, in generale, dall'Europa, il costo della vita è molto conveniente. Consapevoli di questo i turchi tendono ad applicare prezzi superiori ai turisti (che riconoscono immediatamente). Contrattare è quasi un obbligo ovunque, dagli hotel ai negozi, dai taxi ai ristoranti... La maggior parte delle volte i prezzi non sono esposti, in modo che tu debba chiedere e iniziare quindi la trattativa. I ristoranti sono in genere convenienti, ma occorre fare attenzione al vino che si rivela molto caro anche in rapporto agli standard europei.
Per la recente adozione dell'alfabeto latino, il turco è una delle poche lingue che si pronuncia come si scrive. Occorre solo impratichirsi con il significato delle dieresi e le consonanti intermedie. Alcune parole più usate: camii = moschea; cad(desi) = via; sok(ak) = strada, vicolo; Nelle zone turistiche tutti parlano inglese e non solo... i venditori sanno quel tanto di italiano che serve per attirarti.
Istanbul è una metropoli di 15 milioni di abitanti. La qualità della vita varia molto da zona a zona. Alcuni quartieri (Besiktas, Taxim, Eyup...) sono eleganti, puliti e, sostanzialmente, mostrano un benessere pari a quello europeo. Altri quartieri sono molto poveri e degradati, tanto che si nota spesso un notevole squilibrio sociale tra chi è ricco e chi è povero.
Le moschee sono onnipresenti, ma la società turca (almeno quella delle città) è del tutto orientata verso il laicismo, come del resto si intuisce dai programmi televisivi molto poco religiosi. Rimangono ancora molto diffusa l'abitudine della preghiera, il velo per le donne, una certa sobrietà per l'alcol... I muehzin utilizzano gli altoparlanti sui minareti per alzare la propria voce al di sopra del traffico.
Day 1: Roma > Istanbul > Sultanahmet. Dall'aeroporto per Sultanahmet prendere il metro fino a Zeytnburnu poi il tram fino alla fermata desiderata. Nota: le parole metro, tram, treno vengono disinvoltamente considerate sinonimi.
Day 2: Santa Sofia (L10), Mausoleo di Ahmet, Moschea Blu, Basilica cisterna (L10), Galata Tower (L10), Istikal Caddesi fino a piazza Taxim. I monumenti principali sono tutti nella zona di Sultanahmet ed è possibile visitarli comodamente in un giorno. Forse solo le 10 lire per salire in cima a Galata Tower non valgono la pena.
Day 3: Palazzo Topkapi (L10 + L10 per l'harem), Yeni Camii, Bezit Camii. Palazzo Topkapi è la residenza del sultano. Occorre arrivare molto presto, soprattutto se si vuole visitare l'harem il cui ingresso è scaglionato. In ogni caso occorre mettere in conto almeno 30-60 min di coda e una visita di almeno tre ore.
Day 4: Gran Bazaar, Bazaar delle spezie, Rustenpasa Camii, Suleiman Camii. Al Gran Bazaar la contrattazione è data per scontato: i prezzi sono sempre molto più alti del valore reale della merce. Uno sconto del 20-25% è la regola. Se si è particolarmente esperti e/o ostinati, si può arrivare anche al 35-40%.
Day 5: Gita sul bosforo. Evitare le gite organizzate: con il traghetto pubblico è possibile andare e tornare dal porto di Eminomu ad Anadolu Kavagi con sole 7,5 lire. Ad Anadolu Kavagi la vita scorre in funzione dell'arrivo dei turisti. Si arriva alle 12.00 e al porto sono tutti ad aspettarti, ristoratori, venditori, persino i cani randagi. L'unica cosa da vedere sono le rovine di una fortezza bizantina ed è lì che si dirigono tutti i turisti in processione. I ristoratori cercano di agganciarti, i chioschi vendono patatine e panini, i cani seguono il percorso fino in cima alla collina (da qui si gode un bel panorama sul Bosforo e sul Mar Nero). Poi si ritorna e chi non ha mangiato non può fare a meno di entrare in un ristorante. All'uscita i chioschi di spuntini hanno lasciato il posto a quelli di gelati e un venditore di souvenir ti aspetta prima dell'imbarco... Con un solo traghetto al giorno bisogna sfruttare ogni minuto della visita turistica.
Day 6: Stazione di Sirkeci > (treno per) Mura di Teodosio > (in taxi) al museo Karyie > (a piedi sul lungo mare per) Eyup Camii > (in traghetto lungo il Corno d'oro fino al) porto di Eminonu. Eyup Camii è un santuario islamico molto importante e in questo quartiere c'è anche l'enorme cimitero  di Istanbul. Il quartiere è controllato dal Partito della virtù islamica, il quale ha investito ingenti somme di denaro in un ampio programma di restauri, principalmente allo scopo di crearsi una bella vetrina.

postato da maxosini | 14:34 | commenti



08/01/2007
Pensiero per il nuovo anno
Questo blog non crede nel dio unico, ma pensa che esistano milioni di miliardi di dei e siano tutti cattivi.
postato da maxosini | 14:29 | commenti


Questo blog propone la l'istituzione dell'aborto obbligatorio e chi vuole partorire lo faccia in clandestinità. il blog di Massimiliano Osini